La psicogenealogia: un modo per alleviare il tuo malessere

Ma cos’è la psicogenealogia? Un termine che hai sicuramente sentito o che è del tutto nuovo per te. Questa pratica terapeutica consiste nell’analizzare il tuo malessere per comprendere meglio il ruolo che hai nella tua famiglia, la complessità delle missioni a cui devi far fronte e di cui non comprendi necessariamente l’origine.

Le origini

La psicogenealogia è una pratica terapeutica sviluppata negli anni ’70 da Anne Ancelin Schützenberger, psicologa e psicoterapeuta francese. Le sue ricerche le hanno permesso di elaborare questa pratica come un metodo per analizzare la nostra storia, il nostro passato attraverso le generazioni passate. Ha concluso che alcuni eventi possono manifestarsi ripetutamente sotto forma di sintomi psichici o fisici in determinate date o momenti significativi della nostra vita.

Esistono diversi approcci nella psicogenealogia, tra cui il primo è:

➔ L’approccio psicoanalitico: gli psicoanalisti ungheresi Nicolas Abraham e la sua compagna Maria Török hanno dimostrato che “è studiando i casi di persone che hanno compiuto certi atti o pronunciato certe parole ‘come se qualcosa o qualcuno avesse agito attraverso di loro in quel momento’ che hanno ipotizzato che un ‘fantasma transgenerazionale’ si esprimesse attraverso di loro”. Questo fantasma sarebbe creato dall’esistenza di un segreto, di un non detto, di un trauma, di disturbi non risolti che si manifestano attraverso atti o parole.

➔ L’approccio sistemico: dello psichiatra ungherese Iván Boszormenyi-Nagy, basato sulla terapia familiare. Questo approccio si concentra sul dialogo tra i diversi membri della famiglia. Parte dal principio che giustizia ed equità devono risiedere nella relazione tra i membri. Se queste non vengono rispettate, sentimenti negativi come ingiustizia, rancore, risentimento, competitività appariranno e rovineranno l’equilibrio all’interno della famiglia.

➔ L’approccio sociologico: di Vincent de Gaulejac, sociologo e professore emerito delle università francesi. Questo approccio mira ad analizzare le “interferenze tra i processi psichici e sociali”. È attento all’individuo, vicino alla realtà, permettendo di distinguere tra ciò che si sente e ciò che si pensa.
La psicogenealogia si propone di ascoltare l’individuo, di essere vicina alla realtà, permettendo di riconoscere la differenza tra ciò che si sente e ciò che si pensa.

➔ L’approccio scientifico, basato su uno studio condotto a New York e dall’Istituto di Psichiatria Max Planck, ha dimostrato che un trauma subito dai genitori prima della concezione dell’individuo può influenzarlo e trasmettersi attraverso alterazioni epigenetiche.

Perché pratichiamo la psicogenealogia?

Questa pratica è stata sviluppata per analizzare e comprendere i traumi, le sofferenze, le malattie, i disturbi psicologici o i comportamenti inspiegabili vissuti dagli antenati di un individuo attraverso le generazioni precedenti. Queste tracce emotive possono manifestarsi in varie forme (parole, azioni, disturbi fisici o psicologici) e avere un impatto significativo sulla vita e disturbarla.

I benefici

Partecipando pienamente e dedicandosi al processo, è possibile ritrovarsi con se stessi: questa pratica può fare miracoli. Permette di liberare la mente, di riposarla evitando sofferenze passate che hanno potuto esercitare pressione su di voi e quindi influenzare negativamente la vostra identità e il vostro comportamento. Aiuta anche a liberarsi dell’influenza familiare che condiziona e impedisce di vivere secondo i propri desideri, concentrandosi su se stessi e sui propri bisogni.

Sperimentate anche voi la psicogenealogia con la nostra esperta Ludivine Morin durante i weekend dedicati organizzati da Vawanda. Venite a condividere momenti intensi e ricchi di emozioni.

Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questi articoli potrebbero interessarti

– Politica di cancellazione Uptati aborionsed moluptatur, aut eaquibero is expelis eate reparnam que volor alibus quae cullate non nossuntor min earions eritas dolupti beari quas ma dolorion res sit esciiscipsam labo.– Se il soggiorno non è confermato Illanda am simet odi odit, odit ent endae voluptiant qui qui cone porrovi temporenis velibusci dita vendi del moluptate eum sae nonsequi rectior epellab oresed enitatem qui iditati isquas restemod qua